martedì 18 novembre 2014

DOMENICA 30 NOVEMBRE - L'IGNOTO SPAZIO PROFONDO di Werner Herzog @ Muscle Sound



Film insoliti, sotterranei, espliciti, diretti, dimenticati, sotto il segno di AT THE MOVIES

Domenica 30 Novembre @ Muscle Sound

Ore 18:30 Aperitivo
Ore 20:00 Inizio Proiezione


L'IGNOTO SPAZIO PRFONDO
(The Wild Blue Yonder)
di 
Werner Herzog
(Fra-Uk-Ger/2005/col/81')
Edizione in lingua originale con sottotitoli





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AT THE MOVIES
@ Muscle Sound, - Via Roma 60, Senna Coamsco (Co) - 
(Il posto si trova al primo piano, sopra gli uffici della GLS)
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Ingresso gratuito con tessera Muscle Sound obbligatoria (a soli 5€, valida per un anno)

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L'IGNOTO SPAZIO PROFONDO
(Fra-UK-Ger/2005)
Regia: Werner Herzog
Sceneggiatura: Werner Herzog
Interpreti: Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz, Shannon Lucid, Michael Mcculley, Donald Williams
Colonna Sonora: Ernst Reijseger, Mola Sylla, Concordu e Tenore de Orosei


Attraverso le parole di un alieno seguiamo un'ipotesi: cosa succederebbe se, all'improvviso, una navetta spaziale in orbita attorno alla terra non potesse più fare ritorno alla base perché le condizioni di vita sul nostro pianeta sono diventate impossibili? Per gli astronauti l'unica possibilità di scampo sarebbe quella di trovare un altro luogo dove stabilirsi. Ma inviando sulla superficie di un altro pianeta la sonda Galileo, i dati che questa riporta non sono rassicuranti: la loro, quindi, sembrerebbe destinata ad essere una missione suicida. Questa ipotesi sconfortante viene illustrata dalle parole di un alieno reduce dalla missone fallimentare di integrare la propria comunità con quella già esistente sulla terra. Gli extraterrestri vengono da The Wild Blue Yonder, un pianeta composto di elio allo stato liquido e immerso in un'atmosfera completamente ghiacciata.




Il film è un esperimento: racconta una storia di fantascienza ma è girato come se fosse un documentario, usando in gran parte immagini di repertorio. Herzog aveva già tentato qualcosa di simile in passato ed ha infatti affermato che considera L'ignoto spazio profondo come la chiusura di una trilogia iniziata con Fata Morgana (1970) e proseguita con Apocalisse nel deserto (1992). Ha poi precisato: «Non si tratta di una vera e propria trilogia, ma si possono individuare dei collegamenti tra i tre film. ( ... ) Diciamo che ciò che accomuna i tre film sono il totale disprezzo delle regole di regia, la sensazione di irrevocabilità del giorno del giudizio, il linguaggio visivo, la gestione del testo. Un insieme di elementi permeati dallo stesso spirito».


Brad Dourif, caratterista in parecchi film di fantascienza e dell'orrore, è l'unico vero attore del cast; interpreta un extraterrestre (del tutto simile agli umani) arrivato sulla Terra dal pianeta d'acqua Wild Blue Yonder che racconta, in un lungo monologo, la storia del film. Al racconto si alternano interviste a scienziati e filmati di repertorio, di tipo documentaristico, ai quali però viene attribuito un significato diverso da quello originale. Ad esempio: alcune riprese subacquee realizzate sotto i ghiacci del Polo Sud vengono presentate come se mostrassero l'atmosfera liquida del pianeta alieno. Si crea così un miscuglio tra realtà e invenzione.


I filmati ambientati nello spazio sono stati registrati durante la missione dello Space Shuttle STS-34 del 1989, che aveva il compito di lanciare la sonda Galileo. Herzog ha trovato questi filmati nell'archivio della NASA a Pasadena, in California, ed è rimasto colpito dalla bellezza delle immagini. Ha affermato: «C'è qualcosa di straordinario in alcune agenzie governative come la NASA. Hanno un insito senso di poesia, nessuno ci crederebbe, ma è così. E la gentilezza e il supporto che hanno dato al mio progetto erano totalmente inaspettati e senza precedenti».


I filmati girati in antartide invece sono stati realizzati da Henry Kaiser sull'isola di Ross, nei pressi della Stazione McMurdo. Queste immagini hanno affascinato Herzog a tal punto che egli ha poi deciso di recarsi personalmente in antartide per realizzare delle riprese di persona, viaggio da cui è poi nato il documentario Encounters at the End of the World (2007). Per molto tempo a chi gli chiedeva dove fossero state girate queste immagini ha risposto «sulla galassia di Andromeda».


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