Film insoliti, sotterranei, espliciti, diretti, dimenticati, sotto il segno di AT THE MOVIES
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AT THE MOVIES
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(Il posto si trova al primo piano, sopra gli uffici della GLS)
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LA CAGNA
(Ita/1972)
Regia: Marco Ferreri
Sceneggiatura: Ennio Flaiano, Marco Ferreri, Jean-Claude Carrière
Interpreti: Marcello Mastroianni, Catherine Deneuve, Michel Piccoli
Colonna Sonora: Philippe Sarde
(Ita/1972)
Regia: Marco Ferreri
Sceneggiatura: Ennio Flaiano, Marco Ferreri, Jean-Claude Carrière
Interpreti: Marcello Mastroianni, Catherine Deneuve, Michel Piccoli
Colonna Sonora: Philippe Sarde
Film estremo di quegli anni estremi che furono i primissimi Settanta.
Oggi La cagna non lo farebbe, non lo penserebbe nessuno, semplicemente è qualcosa che si situa al di fuori degli orizzonti attuali, e un regista come Marco Ferreri non avrebbe cittadinanza. Quando girò La cagna (1972), tratto da un racconto di Ennio Flaiano, Ferreri veniva da Dillinger è morto, forse il suo capolavoro vero, e aveva messo a punto e già perfezionato un cinema solo suo di fortissima carica derisoria, anarcoide, destrutturante, con parecchie deviazioni nel grottesco e nel surreale e però altamente stylish nella messinscena. Un Buñuel all’italiana, (...) più feroce, anche più greve nonostante la confezione sempre impeccabile. Qui può contare addirittura sulla coppia (tale in quel momento anche nella vita) Marcello Mastroianni-Catherine Deneuve, che non esita un attimo a mettersi al servizio del suo cinema radicale.
Lui è Giorgio, un artistoide che vive solitario su un’isola della Corsica scabra, lunare, flagellata da vento e onde. Per caso sbarca lì una borghese di nome Liza, finiscono naturalmente col fare l’amore. Ma lei è gelosa delle eccessive attenzione che Giorgio ha per il suo cane Melampo, così uccide l’animale per poterne prendere il posto e diventare finalmente l’unico oggetto di devozione da parte dell’amato. Solo che dovrà comportarsi come una cagna, ridursi a bestia, soggiacere agli ordine del padrone, leccarlo e blandirlo come un cane. Ecco, ve la immaginare oggi una storia così in un film di massa? Dico, una storia di puro sadomasochismo. Eppure allora era consentito, e a interpretarla c’erano anche due divi massimi impegnati in un ménage molto disturbante anche per i canoni alquanto rilasciati del tempo.
(Recensione tratta da nuovocinemalocatelli.com)









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