sabato 18 ottobre 2014

DOMENICA 26 OTTOBRE - MONTY PYTHON-IL SENSO DELLA VITA di Terry Gilliam & Terry Jones @ Muscle Sound

MANUAL DRILL
presenta

Film insoliti, sotterranei, espliciti, diretti, dimenticati, sotto il segno di AT THE MOVIES

Domenica 26 Ottobre @ Muscle Sound

Ore 18:30 Aperitivo
Ore 20:00 Inizio Proiezione


MONTY PYTHON - IL SENSO DELLA VITA
di Terry Gilliam, Terry Jones

(GB/1983/col/103')
Edizione in lingua originale con sottotitoli


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AT THE MOVIES
@ Muscle Sound, - Via Roma 60, Senna Coamsco (Co) - 
(Il posto si trova al primo piano, sopra gli uffici della GLS)
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Ingresso gratuito con tessera Muscle Sound obbligatoria (a soli 5€, valida per un anno)

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MONTY PYTHON - IL SENSO DELLA VITA
(GB/1983)
Regia: Terry Gilliam, Terry Jones
Sceneggiatura: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin
Musiche: John Du Prez
Interpreti: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin


Le diverse fasi dell'esistenza umana rilette al cinema dal collettivo Monty Python ne Il senso della vita: dimenticate la grossolana comicità dei nostri giorni, ciò che contraddistingue la satira dei Monty Python è una certa raffinatezza nelle citazioni e nei numerosi richiami intellettuali, retaggio degli studi di alto livello, compiuti in prestigiose università da parte di tutti i membri del gruppo. Ci si ritrova a sorridere, o a concedersi qualche sommessa risatina in perfetto stile british, eppure consapevoli di trovarsi di fronte a un prodotto culturale di qualità formale sopraffina. In realtà, non si può dire che il film sia l'apoteosi del buon gusto, soprattutto nella scena del signor Creosoto che vomita l'anima (e le budella) dopo un sontuoso pasto. Però esiste un sottile confine – che i Monty Python non valicano mai – tra la comicità fine a se stessa, volta a far sbellicare il pubblico non pensante in sala, e quella orientata a dissacrare e decostruire i miti della società moderna, ritraendone le inconsistenze e le debolezze.




Il senso della vita raccoglie diversi sketch, tutti indirizzati a rispondere a un unico quesito: perché siamo qui, qual è il significato del nostro esistere? Il film si struttura in sette parti, che considerano dapprima il “miracolo della nascita”, evidenziando, soprattutto nell'episodio della famiglia cattolica irlandese composta da più di sessanta figli, le contraddizioni, in primo luogo religiose (riprendendo quella satira feroce sulla religione affrontata alcuni anni prima in Brian di Nazareth). L'argomento religioso prosegue in un college inglese, durante una messa, per poi passare a quello di natura sessuale, esplicitato in un amplesso simulato da un professore e la moglie a beneficio degli studenti. Naturalmente, il tutto si chiude con l'ultimo step che attende ogni individuo a conclusione della sua vita, ovvero la morte. Morte che viene scambiata, da un gruppo di snob in villeggiatura in mezzo alla brughiera, per un «contadino del villaggio».




Ma, dunque, qual è il senso della vita? Forse un vero senso non c'è, impegnati come si è a cercarlo. O forse non c'è una risposta univoca alla domanda. Forse la vita è un insieme di cose che capitano, un «eterno fluire», senza scopo e senza meta, che però, inevitabilmente, conduce tutti al medesimo punto. Quello dei Monty Python è un esperimento che si concentra più sulle nevrosi scaturite dalla ricerca di un senso e su tutti quei codici di comportamento morali stabiliti dalla collettività che, sotto i colpi della satira pungente dei sei inglesi, finiscono per crollare come un fragile castello di carte.

(Recensione tratta da: labottegadihamlin.it)


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