martedì 17 dicembre 2013

DOMENICA 22 DICEMBRE - Ufficio Investigativo 23: Crepate Bastardi! (Jap/1963) / Il Ricatto è la Mia Vita (Jap/1968)

MANUAL DRILL
presenta

Film insoliti, sotterranei, espliciti, diretti, dimenticati, sotto il segno di AT THE MOVIES

Domenica 22 Dicembre @ Muscle Sound

YELLOW IS THE NEW BLACK
Bang! Pow! Crash! Arrrggh!!



Ore 18:00
UFFICIO INVESTIGATIVO 23: CREPATE BASTARDI!
(Tantei Jimusho 23: Kutabare Akutodomo) 
di Seijun Suzuki 
(Jap/1963/col/89 min)
Versione in lingua originale con sottotitoli



Ore 20:45
IL RICATTO È LA MIA VITA 
(Kyokatsu Koso Waga Jinsei) 
di Kinji Fukasaku 
(Jap/1968/col/90 min)


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AT THE MOVIES
@ Muscle Sound, - Via Roma 60, Senna Coamsco (Co) - 
(Il posto si trova al primo piano, sopra gli uffici della GLS)

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Ingresso gratuito con tessera Muscle Sound obbligatoria (a soli 5€, valida per un anno)
E visto che non ci facciamo mancare niente, birre artigianali a go-go.
Per chi vuol fermarsi a vedere entrambe i film, ci sarà la possibilità di ordinare buon cibo a prezzi modici.

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QUI trovate la programmazione dei film previsti per il mese di Dicembre

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UFFICIO INVESTIGATIVO 23: CREPATE BASTARDI!
(Tantei Jimusho 23: Kutabare Akutodomo)

Regia: Seijun Suzuki
Con: Jo Shishido, Reiko Sasamori, Naomi Hoshi, Tamio Kawaji, Yuko Kusunoki



In questo scoppiettante film del 1963, un Suzuki meno visionario del solito ridisegna i confini del noir attingendo alla narrativa hard-boiled di Oyabu Haruhiko, come pure per il suo Youth of the Beast, sempre del 1963: in comune c’è anche lo stesso attore, Jo Shishido (interprete anche di Branded to Kill) qui imperturbabile e buffa faccia da schiaffi, nei panni del piacente investigatore Tajima; dotato di una fantastica macchina sportiva, due collaboratori maldestri dagli occhiali a fondo di bottiglia, l’uno piuttosto tardo, l’altra innamorata della bottiglia, che lo assistono fedelmente, scavalca elegantemente equivoci e ostacoli di ogni genere, tra gag umoristiche e sfrenati caroselli di macchine da scontro tra poliziotti e delinquenti, a caccia di gang della yakuza giapponese, fumando come un eroe godardiano sullo sfondo di un indiavolato traffico cittadino, distribuendo in egual misura schiaffoni e baci alle donne che incontra nel suo percorso ed estraendo sempre un istante prima del suo nemico l’arma d’ordinanza, accompagnato dallo swing e ammiccando in occhiali neri agli ingenui sempre ingannati dai suoi acuti stratagemmi. Crepate, Bastardi! è una scritta rossa su una macchina incendiata e un intro jazz sui titoli di testa: un irresistibile fumetto, dunque, ma anche un’eccellente rivisitazione ironica degli stereotipi dei generi, sovente sottolineata dal ritmo sostenuto e brillante dei dialoghi (“la polizia non sembra così nei telefilm!” sbotta un personaggio) e dai tanti momenti di humor. Nel corso della sua attività di infiltrato presso una delle gang più potenti, coperto dall’identità fasulla dello spietato delinquente Tanaka, il nostro eroe riesce a trovare il tempo di trasformarsi all’occorrenza in un cabarettista lanciandosi in un balletto scatenato, utilizzare i suoi gadget da James Bond nipponico, inventarsi un tragico passato religioso, flirtare, affermarsi nella gang di yakuza, riuscendo sempre a farla franca grazie al suo acume e alle sue capacità recitative.

IL RICATTO È LA MIA VITA
(Kyokatsu Koso Waga Jinsei)
Regia: Kinji Fukasaku
Con: Hiroki Matsukata, Tomoli Sato, Yoko Mihara, Tetsuo Tamba, Bin Amatsu


Shun è un ricattatore. Insieme agli altri suoi amici Seki e Zerosen e alla bella Otoki, forma una banda pronta a aqualsiasi tipo di estorsione. Sempre attraverso il ricatto Shun ha conosciuto un'attrice famosa, Natsuko Mizuhara, iniziando con lei una relazione romantica e passionale. ma ben presto Shun e compagni alzano il tiro, ficcando il naso in una vicenda di corruzione che coinvolge alcuni magnati e perfino il primo ministro giapponese. è l'inizio della fine. Straordinario fil di Kenji Fukusaku (1930-2003), considerato uno dei massimi registi di genere del cinema gaipponese, Il ricatto è la mia vita è girato con un ritmo mozzafiato e uno stile a tratti quasi da cinema-verità.

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