mercoledì 20 novembre 2013

DOMENICA 24 NOVEMBRE - SCHIAFFI A GO-GO: Story of Ricky (HK/1991) / The Raid: Redemption (Indonesia/2011)

MANUAL DRILL
presenta

Film insoliti, sotterranei, espliciti, diretti, dimenticati, sotto il segno di AT THE MOVIES

Domenica 24 Novembre @ Muscle Sound

SCHIAFFI A GO-GO
Ne avanza uno anche per te


Ore 18:00
STORY OF RICKY (Lik Wong) 
di Lam Ngai Kai
(HK/1991/col/91 min)
Versione in lingua originale con sottotitoli



Ore 20:45
THE RAID: REDEMPTION 
di Gareth Evans
(Indonesia/2011/col/100 min)
Versione in lingua originale con sottotitoli


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AT THE MOVIES
@ Muscle Sound, - Via Roma 60, Senna Coamsco (Co) - 
(Il posto si trova al primo piano, sopra gli uffici della GLS)

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Ingresso gratuito con tessera Muscle Sound obbligatoria (a soli 5€, valida per un anno)
E visto che non ci facciamo mancare niente, birre artigianali a go-go.
Per chi vuol fermarsi a vedere entrambe i film, ci sarà la possibilità di ordinare buon cibo a prezzi modici.

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QUI trovate la programmazione dei film previsti per il mese di Novembre

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STORY OF RICKY (Lik Wong) 
(HK/1991)
Regia: Lam Ngai Kai
Con: Fan Siu Wong, Yukari Oshima, Gloria Yip, Philip Kwok, Mei Sheng Fan, Suet Lam, Ka-Kui Ho, Frankie Chin, Tetsurō Tamba, Yiu-Sing Cheung


Un giovane esperto di arti marziali viene rinchiuso in carcere per omicidio, deve scontare una condanna di dieci anni per avere ucciso un boss mafioso, il quale assassinò la sua donna. Ricky si ritrova in una prigione infernale, dove i soprusi sui più deboli sono all’ordine del giorno e i detenuti più forti sono al servizio del direttore, un criminale implicato in loschi affari. L’arrivo del giovane porterà una ventata di aria nuova…
Ricky è un campione di kung fu, un arte marziale sviluppata dal nostro beniamino oltre i limiti della fisicità, che a mani nude spappola nemici, sfonda pareti d’acciaio e resiste a scariche elettriche con una forza fisica fuori dal comune; reca nel petto cinque ferite da arma da fuoco con tanto di proiettili mai estratti, quasi a dirci che nemmeno le armi possono fermarlo. La struttura della pellicola richiama i videogiochi picchiaduro della passata generazione, quelli bidimensionali, in cui sfidando e sconfiggendo nemici sempre più forti si arriva alla fine, allo scontro con il boss di fine livello. Ricky ha molto del super eroe, ma al contrario di questi non ha un punto debole, supera avversari potentissimi e torture indicibili senza quasi spettinarsi, addirittura in una scena viene ferito e si riannoda i tendini recisi del braccio con le mani, sistemando il problema e recuperando l’uso dell’arto! Il sangue scorre a fiumi e lo splatter regna sovrano nei numerosi combattimenti sparsi durante tutta la storia, i colpi di Ricky sventrano gli avversari in modi che ricordano l’anime di Kenshiro, le arti marziali si fondono con sbudellamenti alla Jackson (Bad Taste, Splatters - Gli Schizzacervelli), non risparmiandoci, in molte occasioni, un umorismo che rasenta il trash volontario: esempio principale è il direttore del carcere che ha un uncino al posto di una mano e un occhio di vetro, all’interno del quale conserva delle mentine!
La storia di Ricky è ambientata nel futuro (2002, il film è del 1991), evocato dalle divise delle guardie, futuristiche ma in un modo “barocco” che ricorda molto i Power Rangers, da alcune armi usate e dai cattivi del penitenziario, uno più assurdo dell’altro, che ricordano la realtà post atomica di "Interceptor" con un tocco trash. Il film è prodotto dalla Golden Harvest, storica casa delle migliori pellicole di arti marziali, ma chi si aspetta il classico "Chinese-Movie" zeppo di scene di lotta coreografiche potrebbe rimanere deluso: i combattimenti sono molto crudi e arrivano rapidamente alle frattaglie e al sangue anche se nel cast, nelle vesti dello zio di Ricky, compare Yukari Oshima, attore conosciutissimo in questo genere. Il regista è Lam Ngai Kai, altri suoi film sono “Her vengeance”, un curioso remake del violentissimo “I spit on your grave” ed “Erotic ghost story”, filmografia che fa intuire come prediliga spesso l’estremo nelle sue opere. L’indistruttibile Ricky è interpretato da Fan Siu Wong, il quale recita anche in “Project s” del 1993: non si conoscono altri film in cui abbia recitato, probabilmente il personaggio di Ricky era una delle sue primissime esperienze. "Story of Ricky" è entusiasmante e pieno di inventiva, soprattutto per quanto riguarda le scene splatter; è perfetto da vedere in compagnia di amici, armati di bevande, pop corn e patatine. Vi sorprenderete nel fare il tifo per il giovane Ricky, che a colpi di "super kung fu" difende i deboli, gli oppressi e sconfigge ogni “cattivo” che si metta sulla sua strada.

THE RAID: REDEMPTION 
(Indonesia/2011)
Regia: Gareth Evans
Con: Iko Uwais, Joe Taslim, Donny Alamsyah, Ananda George, Ray Sahetapy, Alfridus Godfred, Eka 'Piranha' Rahmadia, Yayan Ruhian, Pierre Gruno, Tegar Satrya, Verdi Solaiman, Iang Darmawan, Henky Solaiman

Il cinema d'azione ha un nuovo, potenziale, maestro. Stiamo parlando di Gareth Evans, regista gallese di nascita ma indonesiano d'adozione cinematografica. Il suo ultimo film, The Raid: Redemption è già divenuto un nuovo cult degli action movie, in grado di riscuotere premi e consensi in mezzo mondo. Mentre siamo ancora in attesa di una distribuzione italiana (più probabile direttamente per l'home video) andiamo perciò ad analizzare una pellicola che pur senza raccontare niente di originale, riesce a farlo con una rocciosa durezza in grado di incatenare letteralmente sino agli ultimi, esaltanti, minuti, summa delle emozioni adrenaliniche che scorrono per tutta la visione.
Senza dubbio la scelta di girare in un paese come l'Indonesia, non certo noto per le sue ricchezze, ha permesso di risparmiare sulla manodopera e di concentrarsi così soltanto sulla pura concezione di cinema di genere. Sia chiaro, per certi versi, storia in primis, possono emergere forti rimandi ai classici dei b-movie, ma la qualità, sia registica che degli stunt, è al di sopra della quasi totalità di produzioni similari.
Evans, anche sceneggiatore, sceglie di imbastire una trama alquanto lineare, con prevedibili colpi di scena, incentrata su una squadra di forze speciali e in particolare su Rama (Iko Uwais), un agente che oltre alla missione principale portata in atto dai suoi compagni, ha anche l'obiettivo di ritrovare suo fratello. Lo scopo dei poliziotti è sgominare una temibile banda di criminali, facente capo a un potente signore della droga, che risiede in un vero e proprio condominio fortezza nel quale ogni piano nasconde insidie e pericoli. Scenario perfetto per dar luogo a estenuanti combattimenti (uno dei principali, spettacolare, lungo oltre dieci minuti) nei quali il protagonista Iko Uwais sfoggia invidiabili doti atletiche, facendoci scoprire una disciplina per ora poco bazzicata dal cinema di arti marziali. Infatti, pur non disdegnando qualche accenno di Muay Thai, la tecnica di lotta è in questo caso il Silat, stile di arti marziali proveniente proprio dal paese indonesiano, forse meno poetico di altri ma solido e brutale quanto basta per garantire scontri di altissima intensità, grazie anche alle coreografie curate da Yayan Ruhian, anche attore nei panni di un diabolico e implacabile villain e interprete fondamentale di alcune delle sequenze più tecnicamente sorprendenti. Paradossalmente, e senza la grazia registica di un Park Chan-wook, prendete la scena ormai cult di Old Boy nella quale il protagonista si trova ad affrontare un intero piano di avversari all'ultimo sangue. The Raid per buona parte del film segue proprio quello stilema, riuscendo però sempre a sorprendere grazie a un'inventiva encomiabile, non priva di sussulti drammatici e caratterizzata da un finale meno scontato del solito.
The Raid: Redemption si rivela un action movie praticamente perfetto, ricco di scene d'azione memorabili e di una tensione costante che, tra esplosioni di violenza e istinti drammatici, tiene lo spettatore incollato sino ai titoli di coda. Il film di Gareth Evans ha inoltre il merito di aver lanciato una potenziale nuova star del genere: Iko Uwais e il suo silat hanno un magnetismo adrenalinico che non lascia indifferenti, chissà quanto ci metterà Hollywood ad accorgersene...

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